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venerdì 21 settembre 2012

300: Elliot Caplin e John Cullen Murphy – Big Ben Bolt il campione



Ed. Fratelli Spada - I quaderni del fumetto n. 23, 1976
(USA, Big, Ben Bolt, 1950)

Non ho mai avuto l'ambizione di essere un fumettista”
(John Cullen Murphy)

Autocaricatura di John Cullen Murphy.

Prendete un frullatore e metteteci dentro i disegni di Alex Raymond e le illustrazioni di J.C. Lyedecker e Norman Rockwell. Mixate il tutto e otterrete lo stile di John Cullen Murphy.
Murphy è un disegnatore strepitoso. Ha subìto l'influenza artistica dei maestri prima citati, l'ha filtrata e ne è uscito il tratto fresco e dinamico che ben si addice a un fumetto che per protagonista ha un campione di pugilato.
Eroe sul ring e nella vita, Ben Bolt è spesso coinvolto in situazioni quotidiane che risolve brillantemente.
Non è neanche difficile capire il perché di questa sua affinità, visto il suo trascorso d'illustratore sportivo per varie riviste e testate del calibro di Esquire e Chicago Tribune. Nel 1949 insieme allo sceneggiatore Elliot Chaplin propone una striscia di contenuto sportivo in cui il protagonista é il classico ragazzone americano: alto, spalle larghe, naso schiacciato da boxeur e campione di pesi massimi.
Big Ben Bolt è elegante, disinvolto, vive in una famiglia aristocratica composta dai suoi due zii adottivi che ufficialmente disapprovano il suo mestiere ma che non si perdono un solo incontro del loro campione.
Il fascino del tratto di Murphy in una striscia originale del 1957. Il tempo ha ingiallito la colla con cui, prima dell'avvento del computer, si incollavano i retini.
D'altra parte Ben Bolt combatte per lo più a scopo di beneficenza o per raddrizzare qualche testa calda, in quanto le avventure e le battaglie che intraprende spesso non si svolgono tra le corde di un ring ma in vere e proprie storie che spesso sfociano nel giallo e nel fumetto rosa.
La prima storia pubblicata in questa breve raccolta dei famigerati Fratelli Spada ne è un perfetto esempio. Vediamo il campione riprendere gli studi e alla ricerca, quindi, di un tutor che possa dargli una mano. Ma questi è il classico secchione tutto studio e lavoro serale, che ce l'ha a morte col mondo intero. Quindi Ben dovrà guadagnarsi la sua fiducia, insegnargli ad aprirsi al mondo e soprattutto imparare a corteggiare una ragazza. Siamo di fronte alla classica contrapposizione di due mondi opposti così cara al fumetto di quel periodo e ad un eroe che si dimostrava tale non solo su un ring.
Un bel primo piano di Big Ben Bolt.
Le storie di Big Ben Bolt sono semplici, costruite con un impianto classico ma con grande arte e mestiere. Elliot e Murphy sono riusciti a coniugare perfettamente sport, azione, dramma, giallo e commedia rosa (un connubio che oggi riesce solo al fumetto giapponese) e a creare un fumetto che riesce sempre a catturare l'attenzione del lettore e che conserva, ad ogni lettura, quel fascino un po' “old” che solo certi fumetti riescono a regalarci.
Gran parte del merito della bellezza di questo fumetto si deve a John Cullen Murphy che sfodera una grazia artistica che lo contraddistinguerà per vent'anni, fino a quando lo stesso Murphy sarà notato e scelto dal grande Hal Foster per continuare le storie del suo noto personaggio Prince Valiant (in Italia Il principe Valentino). Compito che Murphy portò a compimento egregiamente, senza tradire mai lo spirito del suo creatore.
Big Ben Bolt rappresenta un riuscito esempio dell'American dream, non privo di un certo autocompiacimento (ricordo qui la sequenza della storia Un ragazzo troppo scontroso in cui il manager di Ben incontra il presidente, e afferma che l'America è un grande paese... ) ma senza alcun dubbio di grande fascino.
Quel fascino che sicuramente proverete leggendo le avventure di questo campione dal cuore d'oro.
J. C. Murphy: grande talento nell'illustrazione sportiva.

Curiosità

Per Big Ben Bolt, J. C. Murphy fu premiato nel 1971 dalla National Cartoonist Society, che lo premierà altre 5 volte per Prince Valiant nel 1974, 1976, 1978, 1984 e 1987.

Edizione Consigliata

I Fratelli Spada hanno realizzato due raccolte di Big Ben Bolt: I quaderni del fumetto n. 10 e quello consigliato, n. 23. Sono tutt'è due di una qualità che rasenta la decenza con quella carta ruvida che a ogni sfogliata emana un insano odore di fondo di magazzino e con una stampa che non rende giustizia al tratto di Murphy. Ma a livello di “libro” (le virgolette sono d'obbligo) non è stato tradotto nient'altro Italia.


Altre edizioni

All'inizio degli anni '60 la casa editrice Astorina (quella di Diabolik) pubblicava degli albetti a colori a cadenza quindicinale con le storie di Big Ben Bolt che si alternavano a quelle di altri eroi meno conosciuti.




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I testi apparsi su "Avventure di carta" sono tutti scritti da Ned (Nedeljko Bajalica) e possono essere pubblicati anche altrove, con la raccomandazione di citare la fonte e gli autori!

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