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lunedì 3 dicembre 2012

300: Sebastiano Vilella – Interno metafisico con biscotti.



Coconino Press, 2009
(Italia, Interno metafisico con Biscotto, 2009)

Ci sono più misteri nell'ombra di un uomo che in tutte le religioni, passate, presenti e future.”
(Giorgio De Chirico)

Sebastiano Vilella a Lucca 2012.
L'uomo misterioso...
Quando scrivo di un bel fumetto uscito da poco, sono sempre assalito dai dubbi e mi faccio sempre le stesse domande: resisterà nel tempo? O il suo successo sarà solo un fenomeno passeggero? Finirà nel dimenticatoio tra l'indifferenza del pubblico? Puntare sulle opere del nuovo millennio per comporre una biblioteca essenziale sul fumetto è un azzardo. Ma bisogna puntare. Soprattutto ora, in un momento in cui il pubblico è diviso a metà: da una parte i nostalgici, quelli che pensano: “Era meglio prima!”; dall'altra i distratti, che pur passando in rassegna una moltitudine di opere non riescono in essa il capolavoro.
Di un'opera come Interno Metafisico con Biscotti sono sicuro. Sono sicuro che resisterà al tempo acquistando un valore sempre più grande, non appartiene alla categoria dei fenomeni passeggeri e soprattutto non finirà nel dimenticatoio.
Con quest'opera, Sebastiano Vilella spiazza completamente il suo pubblico e gran parte della critica, abituati alle sue storie noir dell'esordio, al suo bianco e nero che lo ha sempre contraddistinto e sforna uno dei capolavori del nuovo millennio.
Un fumetto unico per atmosfera, realizzazione grafica e soprattutto per la storia con cui Vilella riesce a unire le sue due grandi passioni: il fumetto e la pittura, in particolare quella di Giorgio de Chirico. Perché è proprio il padre della pittura metafisica l'incontrastato protagonista del racconto che l'autore barese ci propone.
Un Giorgio de Chirico giovane e malaticcio, che muove i primi passi verso la pittura che lo renderà celeberrimo in tutto il mondo. Vilella però non intende realizzare l'ennesima biografia a fumetti; è più attratto dall'interiorità del suo protagonista, quell'interiorità che lo porta a sognare e immaginare le sue opere future qui adombrate da un misterioso incubo che si materializza in alcuni delitti. Ed è qui che entriamo nel fumetto vero e proprio, popolato da una serie di personaggi reali (come il fratello dell'artista, il musicista Alberto Savino e il poeta Guillame Apollinaire) e di assoluta fantasia come l'ambiguo investigatore privato Aristarco De Vittiis, che avvolgono la storia di un fascino misterioso e intrigante.
 
Inquadrature e atmosfere suggestive. Nell'edizione della Coconino, si perde quest'effetto
cromatico, a favore di un grigio più scuro che comunque nulla toglie alla bellezza dell'opera.
Su tutto il fumetto aleggia il talento visionario di Vilella che impregna totalmente l'opera di una permanente oscurità in cui spicca il vigoroso tratteggio a tempera bianca che rende ogni tavola un'opera a se stante: assolutamente magistrale l'uso delle luci (che rifà il verso per ovvie ragioni alle opere di De Chirico) e delle inquadrature a cui si contrappone una ricostruzione storica visibile in ogni squarcio o panoramica delle città in cui il giovane De Chirico si muove nell'arco di tempo scelto dall'autore per raccontare questa vicenda romanzesca; Firenze, Parigi e Ferrara assumono così un aspetto bohémienne ma al contempo tetro e inquietante grazie alle proiezioni di lunghe ombre che sottolineano l'aspetto metafisico dell'opera.
Una narrazione coinvolgente e colta; un giallo misterioso che cattura il lettore dalla prima all'ultima tavola. Un capolavoro che mischia abilmente realtà e fantasia, che racconta una parte fondamentale della vita di De Chirico (in cui il maestro realizza i capolavori della pittura metafisica) attraverso i suoi affetti familiari (l'amore per la madre e per il fratello, il ricordo della sorellina prematuramente scomparsa), le sue amicizie in un paese sull'orlo della prima guerra mondiale.
Ma soprattutto un'opera coraggiosa, che spicca per originalità nel panorama invaso dalle così dette graphic novel: un coraggio e un'originalità dimostrate dall'artista barese fin dal titolo (che riprende una nota opera di De Chirico) ma soprattutto un'opera di ricerca, che il lettore stupìto non può far altro che constatare, consapevole di avere tra le mani un fumetto per molti versi unico.
In assoluto il miglior fumetto italiano dell'anno (2009).

Squarci bohémienne, ombre che sembrano dilagarsi all'infinito: la grande arte di Sebastiano Vilella

Curiosità: Il periodo storico in cui Vilella romanza la vita di De Chirico è compreso tra il 1908 e il 1918. La storia è liberamente ispirata all'autobiografia dell'artista “Memorie della mia vita” pubblicata da Garzanti. Tra le varie altre figure storiche presenti nel fumetto, vi sono quella del collezionista d'arte Paul Guillaume e degli artisti Filippo De Pisis e Carlo Carrà.
Postfazione al volume dello stesso Sebastiano Vilella.

Altre edizioni: Poiché si tratta di un fumetto recente vi è solo quella consigliata. Ma spero ci possa essere un'eventuale ristampa e una maggiore diffusione, quale l'opera meriterebbe. 

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I testi apparsi su "Avventure di carta" sono tutti scritti da Ned (Nedeljko Bajalica) e possono essere pubblicati anche altrove, con la raccomandazione di citare la fonte e gli autori!

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