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venerdì 7 dicembre 2012

Jac e Ned 18° capitolo - Caro Franco...



Sigaro Apostolado tra i denti: tutti i disegni che Jac mi
dava da inchiostrare odoravano di tabacco. Un odore
che ancora oggi non ho scordato. 
Credo che la lettera che inviai a Jacovitti, alla fine di novembre del 1997, iniziasse proprio con un bel “Caro Franco...”.
Sono passati 15 anni, ormai non ricordo più i dettagli. Ricordo solo che quando scrissi quella lettera ero piena di amarezza. Amarezza per quello che avevo scoperto alla redazione del Giornalino.
Nel precedente capitolo vi ho parlato di una copertina di Cocco Bill realizzata per il Giornalino, una copertina che non era, di certo, stata realizzata, o quantomeno inchiostrata, da Jacovitti. Andando ancora a ritroso, nei capitoli scritti ancor prima, avevo spiegato come verso la metà del 1997 Franco avesse deciso d'interrompere la nostra collaborazione in quanto, secondo le sue parole, aveva ritrovato l'energia e le vitalità di un tempo. Vedere un disegno di Cocco Bill non inchiostrato da lui e tantomeno da me, mi faceva sorgere qualche dubbio: chi l'aveva inchiostrato? E perché Franco non me ne aveva parlato.
Ciò che mi ferì molto in quella circostanza non fu il fatto che Jac probabilmente si stesse affidando a qualcun altro, ma il fatto che non me ne avesse parlato. Vi sembrerà strano ma Jac e io ci dicevamo tutto. Lui spesso si confidava e si sfogava con me ed era normale, visto che per quasi cinque anni ci vedevamo un giorno si e uno no.
In quell'istante mi sentii fortemente abbandonato.
E passi pure che, dopo tutta la mia collaborazione e disponibilità per creare lo Jacovitti Club, fossi stato messo da parte; era una cosa che non riguardava direttamente Jacovitti. Ma essere messo da parte da Franco, questo non riuscivo ad accettare.
Durante quei cinque anni avevo sempre svolto tutto il lavoro affidatomi, con alti e bassi per carità ma sempre a disposizione in qualsiasi momento e senza soste.
Mi sentii abbandonato, e soprattutto provai molta rabbia. È un po' come quando i sogni avuti per una vita si frantumano in un misero istante. Per questo gli scrissi la lettera. Per chiedergli spiegazioni. Per sapere. Uno dei passi che vagamente ricordo di aver scritto, alludeva alla sincerità che tra di noi c'era sempre stata. Ero a Pavia quando spedii la lettera. Arrivò a Jac dopo qualche giorno. Nel frattempo scesi a Lecce e rientrando a casa nel tardo pomeriggio dopo una passeggiata nel centro storico (passeggiavo parecchio in quel periodo, cercavo di capire...) mio padre mi disse che Jacovitti mi aveva chiamato, che aveva ricevuto la lettera, che aveva capito e che mi avrebbe risposto. Ma non ho mai capito se quella risposta volesse scrivermela o dirmela telefonicamente a parole sue. E non ho mai saputo cosa volesse dirmi realmente perché di lì a qualche giorno, Franco se ne andò.
Il 3 dicembre 1997, mentre era solito fare la sua passeggiata mattutina, fu colpito da un ictus che lo paralizzò per metà. Si spense dopo qualche ora in ospedale.
Una vignetta realizzata nel 1993 per Cocco Story, la storia ideata da Jac e Ned nel quale viene narrata l'infanzia e la prima avventura del giovane Cocco Bill. Un progetto che spero possa vedere presto la luce. 
Mi chiamò immediatamente un mio amico da Roma per darmi la notizia e vi dico la verità, dopo lo shock iniziale, il mio primo pensiero fu per la dolcissima moglie Lilli. Pensai che non sarebbe sopravvissuta. Solo chi ha avuto la fortuna di vedere un amore così grande mi può capire. E infatti Lilli lo raggiunse dopo neanche sei ore.
Anche ai funerali mi sentii solo. Nessuno venne a salutarmi. Forse avevano saputo della lettera che scrissi a Jac e posso capire il loro risentimento ma credo che la cosa riguardasse solo Franco e il sottoscritto. Ma in verità ero tranquillo perché tra amici credo sia giusto essere sinceri. E Franco oltre a essere il mio maestro era soprattutto un mio amico. Ricordo che quando uscii dalla chiesa mi corse dietro Giovanni Boschetti, vice presidente dello Jacovitti Club. Mi abbracciò e quell'abbraccio per me fu la conferma che alla fine era rimasto qualcuno capace di apprezzare il mio lavoro in questi cinque anni. Ma non era il solo per fortuna: molti mi chiamarono per esprimermi il loro affetto.
Durante il viaggio di ritorno, inevitabilmente ripercorsi con la memoria tutti quegli anni passati accanto a uno dei più grandi fumettari di sempre, del privilegio che mi era capitato. Nei giorni a venire mi sentii telefonicamente con Silvia, la figlia di Jacovitti: non era facile per lei, aveva perso i genitori in un solo giorno. Non oso immaginare il duro colpo. Parlavamo e ricordavamo Jac, la sua ironia, le sue battute, insomma credo che in noi ci fosse il bisogno di ritrovare e condividere il suo mondo surreale.
Ma dopo il danno arrivò anche la beffa: non fui scelto per continuare le avventure di Cocco Bill. Credo di non essere stato preso neanche in considerazione. Nonostante Jacovitti mi avesse più volte pubblicamente dichiarato come suo erede, Don Tommaso Mastrandrea, allora direttore del Giornalino (che mi conosceva e conosceva il mio lavoro con lo stile di Jac) scelse Luca Salvagno: tutti i nodi alla fine vennero al pettine.
Me lo comunicò Silvia e sinceramente rimasi molto addolorato e deluso.
Ma ormai Jacovitti se n'era andato e gran parte del mio amore per il fumetto l'aveva seguito.
Giovanni Boschetti mostra a Jacovitti (il giovane Ned dietro che osserva) una rara edizione di un Pinocchio illustrato dal maestro negli anni '40. Boschetti era dotato di un'energia e di un estro creativo davvero unici. Collezionista di umorismo in tutte le salse era il vice presidente dello Jacovitti Club e mi esprimeva continuamente la sua stima. Quando uscì RAP n. 0 ne acquistò venti copie.




2 commenti:

  1. Francesco Manetti8 dicembre 2012 01:31

    Ti ripropongo quanto già postato su FB:

    Carissimo Ned, ho letto il tuo bellissimo post su "Over the Roofs" e mi sono commosso... Non so perché ma, a distanza di 20 anni dal mio brevissimo frequentare Jac per le mostre di Lucca e Cremona, mi viene in mente il Cerchio Magico....

    Francesco Manetti

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  2. Ti ho risposto anch'io su Fb e ripropongo:
    A chi lo dici caro Francesco, la commozione dentro di me per quel periodo è davvero forte... che tempi:)... ho visto la foto tua con Jac a Forte dei Marmi: bellissima e mi piace tanto il Dime Web:http://dimeweb.blogspot.it/

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I testi apparsi su "Avventure di carta" sono tutti scritti da Ned (Nedeljko Bajalica) e possono essere pubblicati anche altrove, con la raccomandazione di citare la fonte e gli autori!

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