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Chi cerca... Trova!

lunedì 24 dicembre 2012

300: Christmas Comics!



Little Nemo di Winsor McCay, sunday page 1908.



Krazy Kat di George Herriman sunday page.



Dino Battaglia: A Greccio come a Betlem (testi di G.M. Colasanti) tavola dal Messaggero dei ragazzi.



Mort Walker e Dick Browne: Hi and Lois sunday page del 1967.



 I Fantastici 4 in una tavola natalizia degli anni '60. 



Panoramica natalizia di Jacovitti.



Sunday page di Calvin e Hobbes di Bill Watterson.



Superman, Batman, Green Arrow e altri eroi della DC Comics riuniti attorno all'albero di Natale. 





sabato 22 dicembre 2012

300: Gui Peellaert e Pierre Bartier – Jodelle

Edizioni "il girabò", 1969
(Francia, Jodelle, 1966)

Il personaggio di Jodelle è la proiezione sessuata dei fantasmi che assillano la nostra società: una ragazza parodisticamente bella dove il fascino femminile e l'incubo erotico sono portati a livello di grottesca caricatura.”
(dall'introduzione di Rinaldo Traini)


Una delle tavole visionarie di Jodelle.
Gui Peellaert
La prima volta che ho letto Jodelle mi sono chiesto cosa diavolo stessi leggendo. Non è un fumetto di facile lettura soprattutto per un giovanotto che veniva da una formazione fumettistica abbastanza classica. Jodelle è stato uno dei volumi di cui osservavo continuamente la costa, senza avere il coraggio di riprenderlo per leggerlo; troppo complicato con questi colori che avevano il peso di un trip psichedelico. Poi qualche anno fa mi sono deciso e ho ripreso in mano l'opera di Peellaert e Bartier: affascinante. Recentemente l'ho riletto e ho capito: un capolavoro. Un fumetto quasi inclassificabile, intellettuale, politico, colto e dissacrante.
Le avventure di Jodelle sono davvero incredibili; ambientate in un'assurda Roma imperiale, in esse la nostra protagonista è coinvolta in avventure spionistiche (dai risvolti erotici) che bersagliano la moda, il costume, la cultura, la politica e tutti quei miti degli anni '60, dalla fidanzatina di Francia Sylvie Vartan ai Beatles; questa sorta di mondo “pop art” è governato da Augusto, un tizio circondato da seducenti ragazze in minigonna disposte a particolari situazioni orgiastiche.
A voler fare la cresta ad Augusto vi è un'inquietante figura femminile, la Proconsolessa, sadica e spietata che può essere fermata solo da un gruppo di agenti segreti bellissime di cui fa parte anche Jodelle; tutto questo in un mondo in cui per le strade circolano cadillac trainate da cavalli, e in cui si trasmettono spettacoli centrati su stragi di cristiani.
La bellissima Jodelle, col suo caschetto rosso e le sue agenti segrete piene di grande carica erotica.
Un fumetto che è un vero e proprio bombardamento d'immagini che inneggiano al delirio più puro; un segno grafico veramente nuovo e inusuale per il periodo (siamo poco dopo la metà degli anni '60), un'intraprendenza psichedelica nell'uso del colore e una serie di personaggi al limite dell'assurdo fanno di Jodelle un fumetto a più letture come ha giustamente detto Rinaldo Traini nell'introduzione all'unico volume pubblicato in Italia di questo fumetto.
Una fantapolitica davvero originale e coinvolgente, in cui il ruolo della donna come assoluta protagonista viene descritto da Gui Peellaert e Pierre Bartier come avente un solo scopo, quello di avere un maggiore controllo sugli uomini, di poterli schiavizzare e svirilizzare, al contrario di quel che accade in Barbarella, l'altro capolavoro del fumetto fantaerotico, in cui viene sviluppato maggiormente il lato fantastico.
Cadillac trainate da bianchi cavalli rappresentano solo una delle particolarità del fumetto di Peellaert e Bartier.
Ma in Jodelle vengono descritte anche altre sfumature che il lettore può divertirsi e ingegnarsi a cogliere in un fumetto che è un vero e proprio manifesto del pensiero libero, femminista e contestatario ben prima della contestazione studentesca, avvenuta verso la fine del decennio in cui Jodelle veniva pubblicato.
Un piccolo capolavoro da riscoprire e da ammirare se non altro per il coraggio avuto nell'osare a “sfidare” il pubblico abituato a vedere i fumetti in tutt'altra maniera.
La bella, spietata e crudele Proconsolessa vera antagonista della storia. 

Curiosità: la fama di Gui Peellaert si estende anche nel campo della musica e del cinema: sono suoi i manifesti pubblicitari di Taxi Driver, Paris Texas e America Oggi nonché alcune cover degli album di David Bowie e dei Rolling Stones.
Jodelle è modellata sulle fattezze della cantante Sylvie Vartan. Il personaggio di Bloc-Notes è palesemente modellato su Gandhi.

Altre edizioni: a parte quella delle edizioni “il girabò” non credo esistano altre edizioni.

mercoledì 19 dicembre 2012

300: Paolo Eleuteri Serpieri – Morbus Gravis



Alessandro Editore, 2000
(Italia-Francia, Morbus Gravis, 1985)
Dio... Dio è finita! Shastar aveva ragione... come topi. Siamo come topi in trappola.”
(Druuna)

Paolo E. Serpieri a Lucca nel 1991.
La fama dei cartoonist è indubbiamente legata ai loro personaggi.
Pensiamo a Pratt e Corto, Schulz e Charlie Brown, Crepax e Valentina, Hergé e Tin Tin; artisti che sono vissuti in simbiosi con i loro personaggi, i quali, a loro volta, hanno seguìto i loro autori nel viaggio più lungo. Tra i tanti che potremmo citare, mi sento di fare anche il nome di Paolo Eleuteri Serpieri.
Artista dotato di un pregevole talento artistico, con un segno plastico e accademico, esordisce nel fumetto con storie di genere western per poi virare verso il genere fantascientifico con la storia breve Forse, pubblicata dalla rivista Orient Express e antesignana del personaggio che darà a Serpieri fama nazionale e internazionale.
Druuna nasce nel 1985 e sarà destinata a essere una delle eroine più sexy e conturbanti del fumetto italiano, senza avere quelle fattezze magre e perfette delle eroine di Manara ma piuttosto un corpo più carnoso e quasi tarchiato, che non la priva di bellezza e sensualità.
In un futuro non molto lontano, in una città in preda al delirio più inquietante e suddivisa in piani (sotto l'inferno più cupo dove vengono gettate le vittime del morbo, sopra una specie di paradiso valicabile solo agli individui sani) vive e si muove Druuna; uno strano morbo colpisce gli esseri umani trasformandoli in mostri cannibali dall'inarrestabile frenesia sessuale.
Vi è solo un rimedio che può attenuare parzialmente il morbo: un siero che viene detenuto dai “preti” che governano la città e che considerano le vittime del morbo come peccatori. Loro detengono il siero e lo distribuiscono solo a individui sani che potranno così aspirare al piano alto della città.
Druuna si aggira per le vie di un mondo senza alberi, senza colline, in preda al caos e alla paura.
Il marito di Druuna, Shastar, è affetto dal morbo e ha bisogno di molto siero. Per procurarglielo, la seducente protagonista si prostituisce e subisce ripetute violenze nel corso di una storia in cui la componente erotica si alterna a quella horror rimandando al genere post apocalittico tanto caro al fumetto di quegli anni.
È tutta qui, condensata in Morbus Gravis, la bellezza, la suggestione e il fascino dell'opera di Paolo Eleuteri Serpieri; la trama è avvincente, calibrata da un buon ritmo narrativo e da una buona dose di erotismo non invasivo, che invece caratterizzerà i successivi capitoli della saga in cui l'autore non disdegna sequenze vagamente sadomasochiste e al limite dell'hard.
Il morbo non perdona. I contagiati vengono catturati e gettati nei sotterranei della città. Un vero Inferno. 
La parte scenografica della città è degna di nota così come lo sono i vari personaggi più o meno raccapriccianti, disseminati qua e là in un'avventura non priva di situazioni al limite del sostenibile; ne è un perfetto esempio, la sequenza in cui uno dei mostri affetti dal morbo violenta e uccide una donna sotto gli occhi disperati e impotenti del marito, tra il divertimento generale di chi osserva come un pubblico pagante a una partita, ormai rassegnato a vivere in un simile mondo.
Una rassegnazione che è parzialmente evidente in Druuna quando si presta ai favori sessuali (in cui sembra quasi che provi un perverso senso del piacere) di un medico di dubbia etica o nel difendere il siero che serve a far regredire il morbo presente nel corpo del marito Shastar; una rassegnazione che si trasforma in speranza nella bella e sconvolgente verità finale in cui Serpieri è bravo delineare un finale che rappresenterà l'inizio del successo che Druuna si conquisterà nel mondo dei comics.
Un successo che dura tutt'oggi e che ha posto l'artista italiano in quel ristretto olimpo dei maestri dell'erotismo riservato a nomi quali Crepax e Frollo e che ha portato Druuna a vivere altre avventure nel delirante mondo creato dal suo autore, che si dedicherà unicamente alla sua eroina, entrando in simbiosi con lei.
Una simbiosi che, in futuro, non sarà più eguagliata quanto all'originalità narrativa e all'impressionante inventiva visiva di questa prima avventura.
Una costante comune nel mondo dei comics.
La carica erotica di Druuna è uno dei principali ingredienti del grande successo di Morbus Gravis.

Curiosità

Sembra che per la fisionomia di Druuna, l'artista si sia ispirato all'attrice Valérie Kaprisky. Morbus Gravis ha avuto un seguito, Morbus Gravis 2 – Druuna che conclude la storia.
Altre avventure di Druuna sono: Creatura (1990), Carnivora (1992), Mandragora (1995), Aphrodisia (1997), Il pianeta dimenticato (2000) e Clone (2003).


Altre edizioni

Oltre a quella consigliata (Alessandro Editore ha pubblicato in pregevoli edizioni tutte le avventure di Druuna), è possibile recuperare la prima, storica edizione dell'Edizioni Produzioni Cartoons (supplemento alla rivista l'Eternauta). Successivamente la Comic Art ha ristampato Morbus Gravis sia in volume cartonato (serie grandi eroi n. 89) che brossurato (serie best comics n. 12). Tutte validissime.

domenica 16 dicembre 2012

300: Igort – 5 è il numero perfetto

Coconino Press, 2002
(Italia, 5 è il numero perfetto, 2002)

Erano bei tempi. Si uccideva secondo le regole allora”
(Peppino lo Cicero)

Igor Tuveri in arte Igort.
Il sapiente uso dei neri in una splendida
immagine notturna all'inizio di 5.
Non c'è niente da fare: oggi i nuovi autori vogliono a tutti i costi fare il fumetto d'autore. Sembra quasi che si esaltino con questa classificazione.
Poi negli ultimi anni, è esploso il fenomeno delle graphic novel. Fui contagiato perfino io, al tempo dell'uscita del mio fumetto, Ci vediamo domani.
Mi chiedo: ma forse che L'Eternauta non è una graphic novel? E la “Ballata” di Pratt? E V per Vendetta e Memorie dall'invisibile, non sono dei meravigliosi romanzi grafici?
Eppure sono storie uscite in edicola, a puntate su riviste del settore o in collane seriali di successo; ma, riproposte in una veste grafica diversa da quella da edicola, in un bel volume cartonato e patinato, cambiano, ed ecco il miracolo! Come per magia abbiamo la graphic novel; che altro non è se non un fumetto d'autore; che come precedentemente vi ho spiegato altro non è se non un puro e semplice fumetto; bello o brutto che sia, ma pur sempre un fumetto.
Quando sento parlare di Igort e del suo 5 è il numero perfetto, sento sempre la parola magica: graphic novel. Addirittura l'opera dell'artista sardo uscì anche per un noto quotidiano nella collana “Graphic Novel”. Ma, leggendo la bellissima storia di Igort, ci rendiamo conto che siamo di fronte niente di meno che a un fumetto di genere in tutto e per tutto, cioè popolare: un poliziesco come non se ne vedevano (e leggevano) dagli anni'70.
Un solido impianto narrativo, talento visivo davvero notevole, e una storia che ci parla di vendetta, di padri e figli, di amore, di orgoglio e di violenza, in una città che riunisce tutte queste caratteristiche: Napoli.
Violenza, amarezza, vendetta e voglia di riscatto: Peppino Lo Cicero non ha ancora perso la mano.
La storia di Peppino Lo Cicero, vecchio killer della camorra, è coinvolgente; riposta la pistola nel cassetto a favore della canna da pesca, l'anziano uomo vive per il figlio Nino che naturalmente segue le sue orme. Ma quando questi rimane vittima di un agguato, nessuno potrà fermare la collera di Peppino, che tra sangue e violenza riuscirà a ritrovare quella pace interiore da sempre sognata.
Centosettanta pagine in cui vengono concentrati sapientemente fumetto, cinema e letteratura. La storia di Peppino ha un sapore del tutto pulp, con gusto poliziottesco e retrogusto neorealista. Perché alla fine la storia che leggiamo ha tutta l'amarezza che la vita reale riserva quotidianamente;
nella sequenza iniziale di 5 osserviamo Peppino preparare il caffè al figlio Nino il quale sta per commettere un omicidio con la stessa normalità di chi si dirige in ufficio tutte le mattine. Rimane commosso quando il padre gli regala un revolver ignaro che non avrà neanche il tempo di usarlo.
E con immagini che alternano bianchi e neri predominanti (chiari i riferimenti all'arte di Josè Munoz) a toni azzurrini più tenui e pacati (l'azzurro che richiama il cielo, il mare e il velo della madonna) che per tutta l'opera sembrano delineare l'umore del protagonista, Igort ci trascina in una pezzo di storia italiana popolare con i suoi quartieri squallidi, personaggi che rispecchiano gli anni '70, madonne che piangono lacrime di sangue e una violenza, intrisa di amarezza e disillusione, propria del nostro protagonista, che sembra non voler accettare il cambiamento.
5 è il numero perfetto, è e resterà un bellissimo fumetto che ha sapientemente riunito i generi più cari al fumetto popolare.
Che oggi viene chiamato graphic novel.
Luci e ombre nella Napoli degli anni '70 rivista da Igort con taglio e stile personalissimi. 

Curiosità: l'opera, che è costata a Igort oltre otto anni di lavoro, ha vinto come libro dell'anno alla Fiera di Francoforte nel 2003 ed è stata tradotta in oltre dieci paesi.
È dedicata all'artista George Herriman (Krazy Kat) e allo scrittore Georges Simenon (Il commissario Maigret).

Altre e dizioni: oltre a quella consigliata, vanno benissimo sia quella della Rizzoli che quella allagata al quotidiano La Repubblica nella serie Graphic Novel, entrambe del 2006.

venerdì 14 dicembre 2012

Grazie Luca!


È uscito in questi giorni il nuovo libro di Stampa Alternativa dedicato a Jacovitti.
Jacovitti di qua e di là è il secondo volume dedicato alle panoramiche “verticali” del geniale fumettaro, riproposte in ordine cronologico.
L'introduzione è a cura di Luca Raffaelli. Quest'estate Luca mi ha contattato: voleva riportare parte della mia esperienza con Jacovitti, da me descritta nella rubrica del mio blog: “Jac e Ned”.
Non vi nascondo la mia incredulità: in tutti questi anni nessun giornalista del settore mi aveva mai contattato perché interessato alla mia esperienza col grande maestro.
Dopo l'incredulità, è subentrato in me l'entusiasmo: finalmente il lavoro che stavo realizzando sul mio blog (e che ho portato a termine proprio in questi giorni) serviva a far conoscere meglio la personalità e il genio di Jacovitti.
Eccovi un passo dall'introduzione di Luca Raffaelli:

Jacovitti aveva esordito a 16 anni sul settimanale fiorentino “Il Brivido” e da allora, anno dopo anno, viaggiava con la stessa potenza di un treno tra vignette e nuvolette da oltre mezzo secolo, senza mai essere stanco d'alzarsi la mattina, armarsi di pennino e inchiostro e riempire fogli di salami, vermi e quant'altro gli ronzasse in testa. Di conseguenza anch'io incominciai ad abituarmi ai suoi ritmi imprevedibili. Imprevedibili perché di fatto non c'erano orari fissi in cui vedersi, tutto era casuale come il suo modo di lavorare, che non prevedeva nessuna fase preliminare come sceneggiatura o studi dei personaggi”

Se vi capita di passare in libreria, date un occhio al libro; le panoramiche che troverete alla fine del volume furono inchiostrate dal sottoscritto.
Grazie Luca.

Per approfondire leggi: Jac e Ned 8° capitolo: 70 volte Jac!

300: Will Gould – Red Barry, capelli rossi e teste dure

I pocket dell'avventuroso n. 3. Ed. Nerbini, 1974
(USA, Red Barry, 1934)

Codesto si chiama Reddebarri. O che vuol dire?”
Redde, rosso. E Barri, Bartolomeo, credo!”
Rosso? Brr... qua ci pigliano tutti per sovversivi.”
Il nome va cambiato, lo chiameremo Bob come il mio cagnolino. E Star, che vuol dire stella. Bob Star. Bello no?”
(dall'introduzione di C. Pedrocchi che ipotizza ironicamente il ragionamento degli editori toscani su Red Barry.)

Uno dei libri che uscirono sulla scia del
successo di Red Barry. Scritto e illustrato
da Will Gould.
Red Barry (Bob Star).
C'è un Gould che ancora oggi fa parlare di sé nel mondo del fumetto: Chester Gould, l'autore di Dick Tracy, forse il poliziotto simbolo del fumetto giallo. Chi non lo conosce?
Poi c'è un altro Gould, molto meno famoso del primo ma che non ha nulla da invidiare al suo più illustre collega: Will Gould, classe 1911, proveniente dal Bronx e creatore del primo vero fumetto tosto della storia. Uso questo termine semplicistico perché con Red Barry, Gould diede vita a un personaggio duro, sia nell'aspetto che nell'animo, che trattava i criminali con i loro stessi mezzi e che non risparmiava loro quella bella dose di violenza perpetrata a suon di stordenti cazzotti.
Le storie di Red Barry erano da bollino rosso (siamo nell'America moralistica degli anni '30), intrise di quella durezza tipica della letteratura hard boiled. Barry è un poliziotto privato dall'aspetto massiccio, dalla folta capigliatura rossa e dal mascellone invadente; ha due amici con cui vivrà molte delle sue avventure, l'ispettore Scott e un ragazzino, Ouchy Mogoochy, salvato dallo stesso Barry in una delle sue avventure; poi ha diversi nemici che, perseguitati da questo eroe della giustizia, la prigione non riescono neanche a vederla, in quanto vittime della loro stessa brutale violenza, o perché uccisi senza pietà da Red Barry.
Ho scelto quest'edizione (non c'è molta scelta in realtà) in quanto vi è contenuta una delle avventure più belle di Red, Un trio eccezionale, dove conosciamo lo spietato criminale Il Monaco che darà filo da torcere a Barry, Scott e al loro giovanissimo compagno d'avventure, Ouchy che spesso ruba la scena al protagonista.
Photo gallery di Red Berry e dei suoi comprimari: l'ispettore Scott, Il commissario Trent e il giovane Ouchy.
Violenza e crudezza sono gli ingredienti principali di questo fumetto strepitoso. E viene quasi da ridere osservando il disegno di Gould che fa pensare più a un disegno di stampo comico-grottesco (che comunque ha anticipato quello di Caniff) che a un comic hard boiled crudo e spietato; il tratto è spigoloso e quasi nervoso, i personaggi sono delineati con una pennellata veloce e dinamica che si adatta perfettamente all'atmosfera del fumetto.
Insomma, c'è poco da dire e parecchio da leggere in queste avventure; Red Berry è senza dubbio uno dei capolavori degli anni '30 e uno dei migliori fumetti polizieschi di sempre.
Una vera meteora che invaderà l'universo dei comics lasciando dietro sé una scia luminosissima che farà strada a non pochi autori che verranno, ma destinata a spegnersi dopo neanche sei anni; quando il King Features Sindacate invitò Gould a ridurre la dose di crudezza, l'autore non volle sentire ragioni e piuttosto che cedere a compromessi che avrebbero snaturato il suo personaggio, preferì mandare Red Barry in pensione.
Una scelta coraggiosa e coerente; la vera arte non ha prezzo.
E Will Gould lo dimostrò in maniera egregia, ritirando Red dal mercato e relegandolo nell'olimpo dei comics immortali.
Per sempre.
Una bella vignetta di Will Gould: uso dei neri e dei retini per simulare una perfetta atmosfera hard boiled.

Curiosità: anche per Red Barry, gli italiani avevano pronto un nome di riserva: Bob Star. L'ispettore Scott diventò Morris e Ouchy Mogoochy divenne Occi Mucci.
A tal proposito da leggere la bella introduzione di Carlo Pedrocchi (figlio del grande Federico).
Gould si era fatto notare dal King in seguito a un concorso per disegnare l'Agente segreto X-9 (poi vinto dal giovane Alex Raymond). Dopo aver smesso di disegnare Red Barry, Gould si dedicò all'attività di soggettista per il cinema e la televisione e successivamente a quella di disegnatore satirico. Cronologia a cura di Gianni Bono.

Altre edizioni: sinceramente qualsiasi riusciate a procurarvi va bene. Su internet e nelle fiere si trova con facilità quella della Sugarco edizioniBob Star”, nella serie L'olimpo dei fumetti.
Molto più rara e costosissima l'edizione amatoriale formato bandiera dell'editoriale Comic World di Genova del 1970.
Tuttavia, anche se non racchiuse in volume, mi sento di segnalarvi anche la bellissima rivista Corto Maltese, che negli anni '80 ripubblicò le avventure di Red Barry a colori e con una traduzione riveduta e corretta.


giovedì 13 dicembre 2012

The last job!!

In quest'illustrazione ho raffigurato il mio ex compagno di scuola e amico Rocco Zecca insieme a Pasquale Rimolo (seduto sullo scoglio) in una situazione a metà tra il sogno e la realtà. 
Il disegno dovrebbe servire come cover dell'album a cui il duo sta lavorando. 


mercoledì 12 dicembre 2012

300: Franco Caprioli e Claudio Nizzi (con Jules Verne) – L'isola misteriosa

Edizioni Paoline, 1986
(Italia, L'isola misteriosa, 1972)

Caprioli non “traduce” Verne, lo “reinventa”... il linguaggio narrativo viene assorbito e trasformato da quello grafico e la vicenda ci viene restituita e “svelata” in immagini di stupefacente bellezza.”
(dalla postfazione di Claudio Nizzi)

Una delle tavole iniziali, in cui Caprioli sfodera
il suo talento artistico e il suo amore per il mare.
Franco Caprioli e Claudio Nizzi.
Come possiamo vedere il mondo del fumetto è pieno di coppie artistiche di un certo rilievo che talvolta è persino inutile elencare, tanta è la loro rinomanza nel settore delle nuvole parlanti.
Coppie che hanno reso grande il fumetto, che lo hanno portato a livelli notevoli.
A volte queste celebri coppie artistiche si sono formate casualmente, a volte invece i loro componenti sono giunti al sodalizio finale solo alla fine di un comune percorso artistico.
Franco Caprioli ha lavorato con diversi sceneggiatori nel corso della sua lunga carriera, Gianluigi Bonelli per esempio, per citarne uno tra quelli più importanti; ma ha anche all'attivo una carriera d'autore che lo portò a firmare opere di ottimo livello come L'isola Giovedì o il western Dakota Jim. Poi dopo un lungo periodo dedicato all'illustrazione con alti e bassi, l'artista torna al fumetto all'inizio degli anni '70 e incontra lo sceneggiatore della sua vita: Jules Verne.
Avete capito bene, proprio lo scrittore di Ventimila leghe sotto i mari. Naturalmente è un incontro artistico idilliaco, ma credo che, nonostante le premesse notevoli, il connubio Caprioli-Verne abbia dato dei risultati davvero stupefacenti: basterebbe sfogliare le opere tratte dai romanzi del noto scrittore, realizzate dall'artista negli ultimi anni della sua vita; e su tutte, credetemi, L'isola Misteriosa rappresenta il vertice assoluto.
Ebbene sì, il capolavoro avventuroso di Verne viene adattato benissimo da Claudio Nizzi e passa poi nelle mani di Franco Caprioli, il quale dà libero sfogo alla sua passione per il mare, per la natura e sfodera un capolavoro strepitoso; tavole di immensa bellezza che sono una vera gioia per gli occhi di chiunque.
Fin dalle prime sequenze, in cui la mongolfiera con i cinque protagonisti si cala sulla misteriosa isola, ci rendiamo conto che siamo di fronte a tavole dense d'atmosfera.
Franco Caprioli e la natura selvaggia: un rapporto artistico che ha pochi eguali nella storia del fumetto. 
Ma soprattutto osserviamo stupefatti la natura disegnata da Caprioli: le rocce, gli alberi, il fiume, i boschi, il vulcano, le caverne. Sopra ogni cosa, però, c'è il mare, sembra quasi di sentire lo sciabordio dell'acqua tra gli scogli; di sentire la violenza delle onde e il loro ritirarsi, il mare come espressione poetica dell'artista, con la sua spuma bianca che si smista sulla scogliera, ricco di incredibile suggestione e atmosfera.
Tutto è artisticamente prodigioso in questo adattamento dell'opera verniana.
Anche i personaggi, che si muovono in questa natura brada, sono caratterizzati dal grande artista con perizia e maestria; gli indimenticabili puntini con cui Caprioli delinea i loro volti sono il segno rappresentativo di un artista che lungo la sua carriera è riuscito a creare uno stile personalissimo e che non poteva trovare alleato migliore nello scrittore francese.
La storia è universalmente nota ed è inutile sprecare parole per raccontarla. Le parole sono tutte per Franco Caprioli, che con la sua arte non si è limitato ad adattare al fumetto un'opera ormai leggendaria: Caprioli l'ha fatta sua, completamente, se ne è appropriato per rielaborarla dentro se stesso e per poi raccontarla con il suo immenso talento artistico.
Per usare le parole di Gianluigi Bonelli: Ci metteva parecchio tempo a finire una tavola, ma, una volta conclusa...bisognava veramente togliersi il cappello. Io lo invidiavo: nessuno sapeva disegnare come lui!”
E allora togliamoci il cappello davanti a tanta maestria artistica.
Credetemi, sarete catturati dalla sua natura selvaggia.

Una suggestiva e bellissima immagine del Nautilus, dimora del Capitano Nemo. 
Curiosità: Oltre all'Isola Misteriosa, Caprioli realizzò altre tre riduzioni dai libri di Verne: Un capitano di quindici anni, Michele Strogoff, e l'incompiuto I figli del capitano Grant (portato a termine da Gino D'Antonio per l'improvvisa morte dell'artista).


Altre edizioni: in merito a quella consigliata mi sento di dire che Le Edizioni Paoline non hanno mai brillato per cura e qualità di stampa (basta vedere Il Giornalino). Forse sarebbe ora che qualcuno riproponesse in una bella edizione curata e in bianco e nero, la bellezza di queste tavole meravigliose. Comunque anche la Epiress nel 1978 pubblicò un volumone contenente tutt'è quattro gli adattamenti verniani realizzati da Franco Caprioli

martedì 11 dicembre 2012

Comics Diary su COMX DOME!



Finalmente è arrivata su Apple Store COMX DOME, la prima rivista interattiva, nel campo fumettistico, ideata appositamente per iPad.
È bella, è corposa (quasi 200 pagine), e soprattutto è gratis.
Tra le tante cose vi segnalo l'intervista video (ora tutto è possibile) a Sara Pichelli, un intervento di Sean Michael Wilson, la bellissima rubrica del maestro Giorgio Pedrazzi, Il ricordo di Sergio Toppi a cura di Gianni Brunoro e molto altro.
Sfogliandola troverete anche la mia rubrica, Comics Diary, dedicata ai grandi maestri del fumetto che ho avuto modo di conoscere. In questo numero il mio ricordo personale del grandissimo Magnus, con foto e documenti inediti dell'artista.
Il tutto orchestrato e diretto da Francesco Moriconi, ideatore e supervisore di COMX DOME.
Che aspettate? Il futuro del fumetto ha inizio!

Per scaricare COMX DOME clicca QUI!





lunedì 10 dicembre 2012

300: Lyman Young – Cino e Franco

Garzanti 1973
(USA, Tim Tyler's luck, 1928)


Lyman Young

So di fare discorsi da vecchio, ma io rileggo spesso Cino e Franco e so a memoria La misteriosa fiamma della regina Loana...”

Lyman Young non era per niente un grande disegnatore. Diciamocelo francamente. Non è l'unico esempio di artista baciato dal successo ma non per le sue doti artistiche, difficili a vedersi.
Quando fu ingaggiato dal King Features Syndacate, realizzò un paio di strip, The Kelly Kidd e The Kid Sister, prima di creare quella che lo avrebbe reso famoso in tutti gli States: Tim Tyler's luck (Cino e Franco).
Young incominciò da subito a valersi della collaborazione del fratello Murat (che diventerà famoso per la creazione della strip Blondie) e del giovanissimo Alex Raymond che sarà il vero e proprio ghost artist di Young, e che in un primo momento coadiuverà l'autore nella realizzazione delle strip, fino ad arrivare poi a realizzarle completamente da solo.
La regina Loana
E guarda caso, quella realizzata dal futuro autore di Flash Gordon è proprio quella che molti ritengono la migliore: Sotto la bandiera del re della giungla. Ed è anche l'avventura che decretò il folgorante successo dei due eroi in terra nostrana, dove esordirono il 30 dicembre del 1933 sulle pagine di Topolino (in quegli anni aveva un formato quotidiano e pubblicava anche storie non disneyane) grazie all'editore Nerbini.
Cino e Franco sono due ragazzotti americani: uno quindicenne biondo e l'altro maggiorenne moro. Le avventure narrate in questo bel volume della Garzanti vedono i nostri giovani eroi muoversi in terra africana, con l'inseparabile pantera Fang, e imbattersi in strani personaggi come, per citarne alcuni, il Re Carlos, un nazistoide fuggito dall'Europa e proclamatosi imperatore della giungla e la figlia Aleeta, innamorata del bravo colonnello Stagg ma desiderata dal cattivo capitano Dupont; e qui i nostri bravi giovanotti si danno da fare per aiutare la bella di turno e il suo principe azzurro e denunciare le malefatte del Re tiranno.
Ma nell'avventura seguente i nostri eroi avranno anche del filo da torcere: ne La misteriosa fiamma della regina Loana Cino, grazie a un messaggio di suo padre ormai morto, viene a sapere di dover rintracciare la bellissima regina Loana, che possiede il dono dell'eterna giovinezza.
Addentratosi nella terra di Condor, Cino, in compagnia del fedele amico Franco e di Rex Bradford, un giovanotto che li accompagna, verrà fatto prigioniero in una storia che mischia mistero e amore.
Sotto le bandiere del re della giungla: Aleeta, la pantera Fang, e i due eroi disegnati da Alex Raymond.
Leggendo queste due avventure (e non solo) possiamo dire con assoluta certezza che se anche non dotato di talento artistico, Young aveva una bella predisposizione per le storie avvincenti; e queste due, sicuramente le migliori della saga, lo sono in tutto e per tutto. Storie che si fanno leggere e rileggere a distanza di ottant'anni, pur nella consapevolezza delle evoluzioni avutesi nel fumetto in tutto questo tempo.
Ma, se ci pensiamo, è proprio questo il fascino dell'epoca d'oro dei comics: la capacità di realizzare storie che non avevano la benché minima pretesa che quella di far volare il pubblico in una giungla africana così come su un pianeta lontano, spesso infischiandosene delle veridicità storiche a favore di quell'ingenua e meravigliosa avventura che oggi sembra essere scomparsa nei fumetti.
Leggere Cino e Franco è esattamente questo: godersi una bella storia d'avventura, sicuramente d'altri tempi, forse anche datata ma emozionante ed efficace.
Nelle loro storie Cino e Franco hanno spaziato per diversi scenari: dal fronte del secondo conflitto mondiale in divisa da marinai, fino al vecchio west popolato dai classici cow-boy, finendo addirittura per essere investigatori di una compagnia d'assicurazioni; ma le magiche atmosfere delle avventure africane rimangono ineguagliabili e rappresentano uno dei momenti più felici del comics avventuroso.
Un'altra bella tavola di Cino e Franco realizzata da Raymond. Giovanissimo e solo 
assistente, il futuro creatore di Gordon e Jungle Jim già disegnava meglio di Lyman Yung

Curiosità

Oltre a Raymond (che per la prova data nel realizzare interamente Sotto le bandiere del re della giungla, ottenne l'incarico dal King di realizzare Gordon e compagni) uno degli assistenti di Young fu Charles Flanders, futuro disegnatore di Lone Rangers oltre che di Agente segreto X-9.
Le avventure di Cino e Franco viaggiavano su un percorso parallelo: oltre le strisce giornaliere, le loro storie si guadagnarono anche le tavole domenicali a colori a partire dal 1931.
Nel 1941, per sfuggire alle grinfie della censura, Cino e Franco furono trasformati in ragazzi finlandesi e ribattezzati Gianni Armas e Piero Suveri. Ma tra gli altri nomi italianizzati vi sono Mario e Furio, Carlo e Mario, Nello e Dario.
La misteriosa fiamma della regina Loana è liberamente ispirato al romanzo di Henry Rider Haggard Lei” del 1887. Sempre il titolo della stessa avventura di Cino e Franco verrà scelto da Umberto Eco per il suo quinto romanzo, pubblicato nel 2004 da Bompiani.


Edizione consigliata

Il volume fa parte di una serie pubblicata da Garzanti negli anni '70 e dedicata agli eroi dei fumetti dell'epoca d'oro. 
Cartonato, con sovracopertina, formato orizzontale (che evita inutili rimontaggi delle vignette) e buona qualità di stampa. 
Introduzioni di Maurice Horn ed Elio Dondè.


Altre edizioni 

A parte quella consigliata, mi sentirei di citare almeno quella tascabile di Eureka Pocket del 1969 che contiene le due storie del volume consigliato precedute da una bella introduzione di Carlo della Corte.
Le avventure di Cino e Franco sono comunque reperibili nelle varie ristampe anastatiche (tra cui quelle del Club anni '30) reperibili su internet, nelle fiere e nei vari mercatini dell'usato.