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venerdì 18 gennaio 2013

300: Alex Toth – The Complete Classic Adventures of Zorro

Image Comics, 1998
(USA, The complete classic adventures of Zorro, 1958)


Alex Toth è il più grande disegnatore del mondo.”
(Giancarlo Berardi in Ken Parker - La terra degli eroi, 1995)

 Toth: il geniale uso della silhouette. 
Un giovane Alex Toth negli anni '50.
Quando decisi di realizzare “300” ero consapevole che avrei avuto a che fare con autori e artisti di grande talento: eccelsi talvolta nella tecnica, talvolta nello stile, alcuni bravissimi, altri semplicemente sublimi, insomma, parliamoci chiaro, in oltre cento anni di comics i grandi artisti di certo non mancano.
Naturalmente la domanda che ci poniamo è sempre una: si può decretare l'eletto, colui che è il più grande di tutti? Onestamente non credo proprio.
Potrei dire Herriman, ma poi mi domanderei se non sarebbe stato più giusto scegliere Kelly o Watterson. O potrei dire Caniff, pentendomi di non aver prediletto Raymond, Kirby, Breccia o Eisner. O forse Tezuka, considerato il Dio dei manga? In realtà bisognerebbe fare anche una distinzione: miglior disegnatore, miglior sceneggiatore, miglior autore completo. Ma questa distinzione non aiuta, anzi, rende la scelta ancora più ardua.
Però voglio azzardare. Voglio azzardare e scommettere su un artista che è stato un vero innovatore, che ha influenzato e continua imperterrito a influenzare tutti noi artisti, ancora oggi, forse più di prima. Se devo giocare d'azzardo lo faccio e dico che Alex Toth è il più grande disegnatore di fumetti che i comics abbiano mai avuto. E non stupitevi se non ho menzionato un nome tra quelli fatti prima; Herriman rappresenta senza dubbio la massima espressione poetica dei comics, così come Raymond e Caniff divisero l'America con i loro stili, e Kirby rimane insuperabile quando si tratta di eroi in calzamaglia e super poteri.
Alex Toth è un artista che ha disegnato praticamente di tutto: dagli adattamenti di noti telefilm americani agli storyboard per Hanna e Barbera; dalle sue splendide reinterpretazioni di super eroi come Conan, Batman, Black Canary e via dicendo ai generi fumettistici più svariati come il western, l'horror, il giallo, l'action, l'avventura, il rosa, la fantascienza. E la cosa che davvero sorprende di quest'artista è l'innovazione artistica apportata di continuo e visibile in ogni storia da lui realizzata. Per Toth non credo fosse importante a chi fosse indirizzato il fumetto; lui per ogni tavola sfoderava nuovi stili, nuove trovate grafiche e compositive, inquadrature mai viste prima e naturalmente la sua grande arma, quella che gli rende a pieno titolo lo scettro di miglior disegnatore: la sintesi.
Il dinamismo, l'azione e il sorprendente uso dell'inquadratura, hanno fatto di Toth il disegnatore più studiato. 
Presumo che tutti i miei colleghi conoscano la sintesi di Alex Toth. Quella sintesi che lo ha accompagnato per tutta la sua carriera e che è già visibile nel suo adattamento di Zorro, per la Walt Disney. L'impero formato da zio Walt produsse, negli anni '50, il celebre telefilm con Guy Williams nei panni del giustiziere mascherato ed è proprio a questa serie che Toth s'ispira per quello che rimane (almeno da noi in Italia) il suo fumetto più famoso.
Un'illustrazione di Zorro realizzata da Toth
negli anni '90. Segno e ombre impeccabili.
Bianco e nero: uno dei tanti biglietti da visita
del grande artista americano. 
Di Zorro è stato detto e fatto di tutto fin dai tempi della sua prima apparizione negli anni '20 ma quello che riuscì a fare Toth per quello che in realtà era un semplice adattamento destinato ai ragazzi fu davvero miracoloso. Perché il geniale artista, tavola dopo tavola, sfodera una tecnica all'avanguardia, lontana anni luce da tutti i fumetti pubblicati in quel periodo e incomincia a mostrare la sua sintesi unita a un gioco delle inquadrature e del chiaroscuro davvero memorabili; celebre l'uso e l'amore di Toth per la silhouette di cui egli stesso ebbe a dire: “Per dare profondità a una vignetta, usare un nero pieno come colore naturale, aggiungere un’ombra, stabilire livelli differenti di profondità dal primo piano fino agli sfondi in campo lungo. Per creare effetti misteriosi, nascondere qualcosa agli occhi del lettore, o rivelarla. E’ uno strumento grafico potentissimo.
Certo il lettore ragazzino non poteva rendersi conto di avere qualcosa di epico e unico tra le mani ma basterebbe sfogliarlo oggi per rendersi conto del lavoro realizzato da Toth. E i testi non sono altro che un di più, perché credetemi, Zorro disegnato da Toth si divora unicamente con gli occhi. Sembra di essere sul set di un grande film ma con un qualcosa che il cinema non riesce a dare. Le caratterizzazioni dei personaggi sono davvero splendide, a cominciare da Don Diego de la Vega modellato sul volto di Williams e a quella del paffuto Sergente Garcia fortemente espressivo sotto il segno di Toth.
Credetemi, quando sfoglierete questa raccolta, tenendo a mente che fu realizzata tra il 1958 e il 1961, probabilmente capirete perché Toth è il disegnatore più amato dagli addetti ai lavori e, incredibile a dirsi, il più sconosciuto al grande pubblico italiano.
In Italia, a parte qualche storia breve pubblicata da Mondadori, Comic Art e KP Magazine, nessun volume è stato mai dedicato ad Alex Toth, morto nel 2006 mentre lavorava chino sul suo tavolo da disegno. Forse sarebbe ora di rimediare e di far conoscere sul serio il suo lavoro.
Nelle mie esperienze d'insegnamento nei vari corsi e scuole del fumetto usavo spesso far copiare le tavole di Toth agli allievi, cercando di fargli carpire il tratto ma soprattutto la sua geniale sintesi.
"Elimina quello che è superfluo e non necessario, rendi tutto credibile e impara come una cosa è costruita; e non avrai difficoltà a disegnarla".
Parola di Alex Toth, il più grande di tutti.
Un mirabile esempio della sintesi di Toth: segno modernissimo contrapposto a fluide pennellate e neri pieni.

Curiosità: I testi delle avventure di Zorro disegnate da Toth sono di Eric Freiwald e Robert Schaefer e perlopiù si rifanno alle storie del vecchio serial televisivo targato Disney.
Man mano che le storie di Zorro vanno avanti, come nella storia breve Little Zorro, il tratto di Toth raggiunge un livello di sintesi fantastico; grazie anche al piccolo protagonista che nei pennelli di Toth acquista grande espressività.
In origine, prima di Toth, a disegnare le avventure di Zorro fu chiamato Hugo Pratt il quale declinò l'offerta.
Introduzione al volume di Howard Chaykin.

Altre edizioni: Beh, quella consigliata è a opera della Image Comics: è fatta bene, buona stampa ed essendo in lingua originale si trova quasi unicamente su internet o nelle fumetterie specializzate in fumetti d'importazione. Sempre la Image aveva già realizzato un paio di volumi con l'opera completa e sempre con l'introduzione di Chaykin.
In Italia, negli anni '90, la Disney pubblicò in quattro albi seriali sul tipo bonelliano le avventure di Zorro disegnate dal grande artista americano, a colori con le cover realizzate da Marcello (disegnatore della Bonelli) e con una stampa che peggio non poteva essere usata per svalutare il disegno del grande artista.
Raccomandazione importante: Toth va gustato in bianco e nero. 

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