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giovedì 10 gennaio 2013

300: Grant Morrison e Dave McKean – Arkham Asylum: Una folle dimora in un folle mondo


Play Press, 1997
(USA, Arkham Asylum: A Serious House on Serious Earth, 1989
)
Lasciarsi è un po' morire, tesoro!”

(Joker a Batman)

Grant Morrison e Dave McKean.
Forse mai un'opera a fumetti è stata così oscura e tetra come questa scritta da Grant Morrison.
Ci sono gli splendidi colori di Dave McKean per carità, che in tutta quell'oscurità risaltano come un sole di notte, ma resta il fatto che l'oscurità è la vera protagonista di questo grande cult del fumetto con protagonista l'uomo pipistrello.
L'oscurità lo ha sempre accompagnato fin dalle sue prime avventure tanto da divenirne un'amica, quasi una complice. Ormai siamo abituati a vedere un Batman che convive con la sua doppia personalità; quella di paladino della giustizia e difensore dei deboli e quella del suo lato oscuro, tenebroso che ritorna sempre a galla nei momenti più travolgenti della vita di Bruce Wayne.
Lui ha paura del suo lato oscuro e quest'angosciante sentimento è presente fin dalle prime pagine: “Quando sarò dentro quel manicomio e il portone si chiuderà alle mie spalle... sarà come essere di nuovo a casa!” esclama Batman confidandosi con l'amico Jim Gordon. La sua paura di varcare le porte dell'Arkham Asylum è reale. Ma lui è Batman, ha delle responsabilità e quel posto è pieno di criminali psicopatici da lui sconfitti che ora si sono impadroniti del manicomio e lo vogliono lì con loro; soprattutto il suo nemico di sempre, Joker. Lui sa come ferire l'animo del cavaliere oscuro. Lui conosce il suo tormento, la sua anima divisa a metà.
Quando Batman entra ad Arkham, anche noi entriamo con lui nell'oscurità; quando rivede i suoi storici nemici sa di intraprendere un viaggio da cui potrebbe non ritornare. Lui non ha paura di morire. Ha paura delle sue emozioni; è consapevole che lo possono tradire in ogni momento nel suo breve ma nello stesso tempo interminabile viaggio nei meandri di Arkham. L'incontro con Faccia di Creta, lo Spaventapasseri, il Cappellaio Matto e altri nemici storici sembrano quasi delle inevitabili tappe di un percorso nel quale il nostro tormentato eroe viene spinto da un'inevitabile confronto psicologico.
Un esempio del magistrale talento grafico di Dave McKean: le tonalità variopinte di Joker si contrappongono a quelle oscure di Batman: il criminale accetta la sua folle natura, l'eroe ha paura di scoprirla. 
E mentre Batman fa i conti con il suo lato oscuro, assistiamo con dei flashback alla tragica storia di Amadeus Arkham il fondatore del manicomio, anche lui intrappolato nella sua triste infanzia incapace di liberarsi dai suoi atroci segreti; segreti oscuri che lo porteranno a essere lui stesso un ospite del tetro manicomio da lui fondato.
Ed è proprio nella stanza segreta di Amadeus, in cima alle torri di Arkham, che termina il viaggio di Batman; un viaggio che porterà il nostro a sconfiggere l'ennesimo criminale psicopatico e ad abbandonare il manicomio lasciandosi i suoi più grandi nemici alle spalle: Due Facce (la cui moneta ha deciso le sorti dell'uomo pipistrello) ma soprattutto il Joker che lo rassicura quasi amorevolmente: “E non dimenticare che se le cose dovessero diventare insopportabili... Qui c'è sempre posto per te!”
Morrison, scozzese neanche trentenne, riesce a sfruttare tutte le infinite possibilità che un personaggio come Batman riesce a offrire: avvia l'uomo pipistrello nel suo viaggio più cupo, accentuandone la psiche, il tormento, ma soprattutto l'angoscia di scoprire la sua vera natura; crea una fiaba moderna (con tanto di citazioni da Alice nel paese delle meraviglie) e inquietante che a distanza di oltre vent'anni non ha perso un grammo della sua drammaticità.
L'oscurità è l'elemento dominante e McKean riesce a rappresentarla in una maniera quasi psicotica e forse realizza il suo lavoro più bello almeno dal punto di vista narrativo: accentua la cupezza di Batman disegnandolo quasi sempre in ombra, confuso nell'oscurità di Arkham mentre gioca egregiamente sul personaggio di Joker: Le tavole in cui i due si confrontano, in cui McKean esalta il verde dei capelli e il bianco volto del criminale su un blu notturno e tetro, sono dei capolavori artistici che lasciano letteralmente stupefatti.
Con Arkham Asylum, Morrison e McKean sono riusciti a delineare e raccontare Batman con una versione più adulta e sincera della sua personalità. Ma soprattutto sono riusciti a trascinarci nell'oscurità di un mondo irreale, quasi un incubo a occhi aperti.
Siamo lontani anni luce dai fumetti dell'uomo pipistrello degli anni precedenti. Qui si parla di psiche, di personalità diverse, di inconscio in cui non esiste l'infallibilità ma solo la paura; e i due autori ci presentano un Batman che ha paura. Come tutti gli esseri umani.
Un capolavoro epocale e dunque imperdibile.

La sofferenza dell'uomo pipistrello è presente in tutto il racconto insieme all'altra vera protagonista: l'oscurità.

Curiosità

A quasi venticinque anni di distanza, Arkham Asylum continua a essere citata e osannata: I recenti film di Batman diretti da Chris Nolan hanno senza dubbio omaggiato l'opera di Morrison e McKean a cui è stato anche dedicato un videogioco.
Alla fine del racconto, in modo inedito e particolare vengono presentati i protagonisti della storia.


Altre edizioni

personalmente ho scelto l'edizione Play Press perché rispetta il formato del comic book americano, ma sono anche consapevole che è reperibile a prezzi alti in quanto al tempo fu pubblicata in una tiratura limitata.
Ma vanno bene (anche perchè più abbordabili) le recenti edizioni realizzate rispettivamente da Planeta De Agostini e soprattutto Lion-RW Edizioni che presenta un volume di grande formato e con quasi trecento pagine; tenendo conto che il fumetto è lungo poco più di cento pagine, il resto è stato utilizzato secondo le nuove mode degli editori e cioè riempire i volumi di sketch, sceneggiature e qualsiasi contenuto speciale avesse a che fare con l'opera. Proprio come un dvd. 


4 commenti:

  1. Per me la visione più incredibile in questa opera è la degerazione di Due Faccie. Per curarlo dalla sua mania del dualismo lo obbligano ad usare i tarocchi, ma troppe scelte lo fanno diventare un demente. Il fantasma dell'uomo che era...
    Quando lo lessi rimasi shockato.

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    1. Beh è un'opera che di shock ne da tanti... la trovata dei tarocchi è fenomenale così come il bellissimo finale.

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  2. Messo in lista
    Batman altro mio mito. Aspetto un tuo commento su un altro capolavoro stavolta di Moore: The killing joke

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    Risposte
    1. Arriverà The Killing Joke?? ;)... e chi lo sa:)
      Un caro saluto!!

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