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mercoledì 27 marzo 2013

100 volte "300"


300: trecento "libri" per una biblioteca essenziale sul fumetto... i primi cento volumi
Ebbene si! siamo arrivati al traguardo dei primi 100 libri. 
300 è iniziato alla fine di agosto su questo blog, alternandosi all'altra rubrica Jac e Ned, e devo dire che ha riscontrato vari apprezzamenti non solo da parte dei lettori di fumetti, ma anche da parte degli addetti ai lavori che hanno gradito l'iniziativa.
Molti di voi spesso mi hanno contattato per chiedermi consigli, per farmi sapere che avevano letto il volume consigliato; altri, come per esempio Andrea Bianco, un caro amico che non sentivo da tempo, addirittura sta seguendo passo passo i consigli realizzando la bibblioteca ideale con tutte quelle opere che, credo, ogni amante del fumetto dovrebbe avere.
In questi primi cento volumi ho voluto guardare il fumetto a 360 gradi, partendo dagli antipodi di Max e Moritz, fino ai primi capolavori come Krazy Kat e Little Nemo, continuando con eroi immortali come Gordon, Tarzan, The Phantom e altri meno noti ma altrettanto importanti come Sappo, Big Ben Bolt e Mary Perkins. Lungo il cammino tra i decenni del secolo scorso ho parlato di artisti dalla fama ormai ben consolidata come Stan Lee, Jack Kirby, Jacovitti, Dino Battaglia, Hugo Pratt, Frank Miller, Alan Moore, Berardi e MilazzoAttilio Micheluzzi, José Munoz, Sergio Toppi, John Byrne, Gianni de Luca, Bill Watterson, insieme ad autori meno noti ma egualmente importanti e originali come Alberto Fremura, Gino D'Antonio, Rand Holmes, Franco Caprioli, Rino Albertarelli. Senza dimenticare i nuovi maestri che si sono affermati alla fine del secolo scorso e che consolidano la loro bravura nel nuovo millennio: Sebastiano Vilella, Onofrio Catacchio, Igort, Aleksandar Zograf, Garth Ennis, David Lapham, Frederick Peeters, Pablo Roca
Alcuni di questi nomi ritorneranno nei successivi post di 300, insieme ad atri grandi nomi, illustri e non, che hanno tenuto e continuano a tenere alto il fumetto e il professionismo di cui questo è fatto (e che oggi, sempre di più, si sta perdendo).
Un ringraziamento quindi a tutti coloro che tramite i commenti sul blog e sull'apposita pagina facebook hanno apprezzato, criticato e consigliato per migliorare questo blog. Un grazie particolare a Max Favatano  della fumetteria Mondi Sommersi di Lecce e autore del blog Storie di Nessuno, a Luca Raffaelli, AF News e ad Andrea Leggeri di Scuola di Fumetto per le loro segnalazioni. Uno speciale grazie alla mia compagna Agnese Alemanno per la pazienza e la cura con cui svolge il lavoro di editing.
E ora si riparte alla scoperta di altri duecento volumi che hanno reso grande e immortale il fumetto. 

Un particolare della biblioteca di Andrea Bianco con alcuni dei volumi consigliati da "300".


300: Alan Moore e David Lloyd – V for Vendetta

Magic Press, 2005
(Gran Bretagna-USA, V for Vendetta, 1982)

Tutti questi disordini e tumulti, V... è questa l'anarchia? È questa la terra del fa – come – ti - pare?”
No. Questa è la terra del prendi – ciò – che – vuoi. Anarchia vuol dire “senza capi”; non “senza un'ordine”.
(Dialogo tra Eve e V)

La maschera di V
Alan Moore e david Lloyd
Il grande regista Billie Wilder, dopo aver visto il film di Sergej M. Ejzenstejn La corazzata Potëmkin affermò: “Uscito dal cinema ero un rivoluzionario!”.
Credo che la stessa cosa possa affermarla chiunque legga V for Vendetta: una volta letto questo fumetto cresce in noi un sentimento rivoluzionario; abbiamo il desiderio di cambiare il mondo, di renderlo migliore, di strappare tutte le ricchezze ai potenti e distribuirle in egual misura a tutta la popolazione terrestre.
Il futuro dell'Inghilterra immaginato da Alan Moore e David Lloyd è inquietante. Un regime fascista governa l'isola britannica; tutto è sotto controllo: l'arte è stata abolita, qualsiasi tipo di omosessualità e tutte le minoranze etniche sono state sterminate con una brutalità tipica di un regime totalitario.
Se la popolazione sembra ormai abituata a vivere nel terrore, un misterioso personaggio con il volto coperto da una maschera che riproduce le fattezze di Guy Fawkes si oppone a tutto questo e cerca vendetta per i soprusi subìti durante la sua prigionia in un campo di concentramento, rinchiuso come cavia per test medici. All'inizio della sua crociata, V salva una ragazza, Evey, che diventa l'unica persona con cui V interloquisce e che lui stesso sottopone a dure prove affinché la ragazza possa comprendere le ragioni della sua vendetta.

V non perdona.
Vi basti sapere questo della lunga e complessa trama di questo capolavoro assoluto. Una storia che sembra fantascientifica ma che nasconde una realtà allarmante; l'immagine di un paese sotto regime totalitario è assolutamente sconcertante: poliziotti aguzzini, preti pedofili, uomini potenti dall'oscuro e perverso passato costituiscono la società combattuta da V, una società che per molti versi assomiglia a quella in cui viviamo.
Alan Moore prende ispirazione da autori come Thomas More e il suo concetto di utopia e George Orwell e il suo 1984 e accentua parecchio la parte anarchica del personaggio: non sappiamo niente del suo passato (a parte il fatto di essere stato una cavia per esperimenti immorali), non conosciamo il suo nome ma di sicuro sappiamo che è un anarchico: “Abbiamo avuto una sfilza di malversatori, imbroglioni, bugiardi e maniaci che hanno preso una sfilza di decisioni catastrofiche. È un fatto assodato. Ma chi li ha eletti? Sei stato tu! Tu che hai nominato queste persone! Tu che hai dato loro il potere di prendere decisioni per te! Per quanto ammetto che si possa fare un errore una volta, fare gli stessi errori letali un secolo dopo l'altro mi sembra pura e semplice premeditazione.” dice V rivolgendosi al popolo e cercando di risvegliare quel sentimento ribelle capace di creare un nuovo modello di società priva di gerarchie e totalitarismi.
E lo spirito anarco-battagliero di V lo si vede fin dall'inizio, quando il misterioso “uomo mascherato” fa esplodere in aria i simboli del potere britannico come il Big Ben, la statua della giustizia e Downing Street con lo stesso metodo usato dagli anarco-individualisti nei secoli scorsi: “Nient'altro che l'anarchia si aggira per il mondo. Dall'ordine involontario nasce lo scontento, padre del disordine e progenitore della ghigliottina.”

Il terribile regime di stampo fascista in cui è caduta L'Inghilterra descritta da Moore e Lloyd.
Uno spirito anarchico che si contrappone a qualsiasi forma di regime (al tempo della realizzazione del fumetto l'Inghilterra era sotto il governo conservatore di Margaret Thatcher); davvero forti, nel fumetto, le scene nei campi di concentramento per minoranze discriminate dal punto di vista razziale e sessuale, forte anche la resa della privatizzazione della libertà del cittadino, monitorato e intercettato continuamente.
Un fumetto rivoluzionario, che illustra gli orrori della società capitalistica; Moore con V for Vendetta crea la sua opera più cupa e, forse, il suo lavoro migliore, un gradino più in alto dell'altro suo capolavoro, il santificato e osannato Watchmen. Merito anche degli strepitosi disegni di David Lloyd che sono da gustare prevalentemente in bianco e nero per poter assaporare l'incredibile e sapiente uso delle ombre con cui l'artista inglese costruisce un'Inghilterra in cui anche la luce del giorno è immersa in quell'oscurità di cui tutto il paese è vittima.
Lloyd sembra quasi non disegnare le sue figure; raramente ne delinea i contorni lasciando alla sua capacità di giocare con il bianco e nero il compito di far arrivare le immagini al lettore.
V for Vendetta è senza dubbio uno dei fumetti più importanti di sempre, al pari di opere come L'Eternauta o La ballata del mare salato; senza dubbio una di quei capolavori che resterà sempre attuale anche dopo cento, mille anni, conservando sempre quella carica rivoluzionaria tipica solo delle grandi opere.
Opere che fanno la storia e non solo dei comics: e che soprattutto la storia ce la fanno conoscere da un altro punto di vista.

Evey e V: un amore messo a dura prova.

Curiosità: la storia, realizzata da Moore e Lloyd tra il 1982 e il 1985, è ambientata in un'ipotetica Inghilterra nell'anno 1997/98. In realtà nel 1985 la rivista che pubblicava a puntate il fumetto chiuse i battenti e la storia rimase incompiuta fino al 1987 anno in cui fu ripresa dai due autori per la DC Comics che la ripubblicò tutta in una collana di dieci numeri.
Guy Fawkes era un rivoluzionario inglese vissuto tra il 1500 e il 1600 che tentò di assassinare i membri del parlamento inglese.
La canzone Un vile cabaret che introduce la seconda parte dell'opera è scritta dallo stesso Moore con la collaborazione del bassista dei Bauhaus David J. e fa parte di un EP inciso dallo stesso sceneggiatore nel 1984 e che porta lo stesso titolo del noto fumetto.
Diversi riferimenti anche all'occultismo, di cui Moore è un profondo conoscitore: dalla citazione di Aleister Crowley, alle allusioni al satanismo (come la stella a cinque punte formata dalle pieghe del copriletto del prete pedofilo e la frase di Charles Manson “sono il diavolo e sono venuto a fare il lavoro del diavolo”).
Nell'opera compaiono spesso riferimenti al n. 5 che in numeri romani corrisponde proprio a V; l'azione spesso si svolge il 5 novembre, la stanza dove V era tenuto prigioniero nel campo di concentramento era la n. 5, così come è la quinta sinfonia di Beethoven che viene citata, e via dicendo.
Nel 2006 i fratelli Wachowski hanno prodotto e sceneggiato l'omonimo film diretto da James McTeigue.

Edizione consigliata e altre edizioni: Quella consigliata della Magic Press è la migliore pubblicata finora in Italia. Grande formato (quello originale voluto da Moore e Lloyd), ottima stampa e ricco apparato critico con introduzione e postfazione dello stesso Moore. In essa, grazie alla stampa in bianco e nero, è possibile ammirare con la massima fedeltà i disegni di David Lloyd.
La prima pubblicazione italiana di V for Vendetta fu ad opera della Milano Libri sulla rivista Corto Maltese nel 1991: 6 albi a colori racchiusi in un cofanetto.
La stessa Magic Press, oltre all'edizione consigliata, ha realizzato una versione del capolavoro di Moore e Lloyd in formato comic book a colori. Anche la Planeta DeAgostini ha pubblicato un'edizione “absolute”, correlata con otto pagine di sketch ma pur sempre a colori.
Pare che sia imminente una nuova edizione a opera della Lion.



martedì 26 marzo 2013

Il gusto degli altri - 2: Sebastiano Vilella

Sebastiano Vilella


Sebastiano Vilella
Cover dell'ultimo lavoro di S. Vilella.
Sebastiano Vilella è uno degli autori più bravi e originali del fumetto italiano. Fin dagli esordi, nei lontani anni '80 su Eureka, grazie ad Alfredo Castelli e Silver il promettente artista barese si fa notare grazie ad alcune storie nere che vedono protagonista il Commissario Grimaldi. Ma le sue storie compaiono anche su alcune riviste tra cui la mitica Frigidaire, L'intrepido e soprattutto Blue, per la quale realizza una serie di racconti erotici che spiccano per originalità e per un sapiente uso del bianco e nero.
Alternando alla produzione di fumetti la sua attività di pittore, Vilella realizza nel 2009 il miglior fumetto dell'anno: Interno Metafisico con Biscotti, splendida storia in cui l'autore narra magistralmente una parte della vita di Giorgio De Chirico in un mix di giallo e arte metafisica e con uno stile che spiazza completamente i lettori.
Dopo tre anni, il ritorno con una nuova storia in cui Vilella riprende il suo vecchio personaggio, il Commissario Grimaldi, raccontandoci una vicenda in cui l'artista sfodera nuovamente tutto il suo talento e la sua originalità, riconfermando il suo amore per il fumetto nero. Requiem per due C... è il primo di una serie di volumi che vedranno protagonista Italo Grimaldi alle prese con delitti, misteri e quant'altro nell'Italia del sud da poco uscita dalla guerra e in piena ripresa economica. Un fumetto insolito sia per lo stile, sia per l'inusuale uso che l'artista barese fa di un personaggio protagonista. Bisognerebbe leggere Requiem per tre C... per capire di cosa sto parlando.
I fumetti scelti da Sebastiano per Il gusto degli altri in qualche modo si ricongiungono alla sua arte: le atmosfere di Dino Battaglia, il nero italiano degli anni '70 di Gianni de Luca e Magnus, il bianco e nero di Alberto Breccia, la trama insolita di Blake e Mortimer. Fumetti senza tempo che hanno fatto grande il fumetto e in qualche modo sono tutt'oggi ineguagliati.

Bellissima vignetta tratta da Requiem per due C...: l'Italia del dopoguerra e la ripresa economica.

I gusti di Sebastiano Vilella:

1- La Mummia di Dino Battaglia





"Per me il fumetto ideale. Equilibrio perfetto tra disegno e narrazione. L'apice di una ricerca personale straordinaria durata una vita intera. Soluzioni stilistiche inegualiabili. Sintesi e ricercatezza tecnica assoluta. Atmosfere dense ed evocative. meravigliosi equilibri tra ombre e luci. Incanto. Mistero. Profondo silenzio. Tensione drammatica. Dolcezza. Emozione. E l'incredibile senzazione che tutto sia stato fatto con estrema naturalezza."



2- Il Commissario Spada di Gianni de Luca

3- I 5 gioiellieri (Lo Sconosciuto) di Magnus,

4- Mort Cinder di H. G. Oesterheld e A. Breccia

5- Il Marchio Giallo (Blake e Mortimer) di E. P. Jacobs

6- Thor: Storie di Asgard di Stan Lee e Jack Kirby

7- Anna nella Jungla di Hugo Pratt

8- Nestor Burma di J.Tardi e L. Malet

9- Gli Occhi del Gatto di Moebius e Jodorowski

10-Il Collezionista di Sergio Toppi

"Per me si tratta di una classifica puramente emozionale ed affettiva. Ci sarebbero diverse altre cose ma..."



Per ammirare i lavori di Sebastiano, visitate la sua pagina facebook, dove l'artista posta costantemente le ultime novità relative al suo lavoro. 


Il suo lavoro più bello: Interno Metafisico con Biscotti


Grande uso dell'inquadratura, ricerca scenografica ricca e dettagliata ed eccellente caratterizzazione dei personaggi. Una storia originale, ricca di introspezione e mistero.





giovedì 21 marzo 2013

Il gusto degli altri - 1: Matteo Alemanno

Matteo Alemanno


Matteo Alemanno
Matteo Alemanno ed io siamo entrambi originari del sud, di Lecce per la precisione, e nonostante questo ci siamo conosciuti personalmente solo qualche anno fa.
Quando uscì il mio fumetto per le Edizioni BD, la stessa mi omaggiò di libri cartonati che riprendevano varie storie pubblicate in Francia. Di tutti quei libri solo uno catturò la mia attenzione: Requiem vol. 1, disegnato da Matteo Alemanno.
La grande pecca di questa pubblicazione è che in Italia uscirono solo due dei quattro volumi che componevano la saga ma per fortuna un piccolo editore, La Nona Arte, recentemente ha avuto il coraggio e il merito di ripubblicare la saga integralmente in un bellissimo volume, Protecto, che valorizza il talento di Matteo.
Dal temperamento mite e socievole, Matteo conserva l'umiltà del vero artista; dall'aspetto tranquillo, ti dà quasi la sensazione di conoscerlo da sempre. Dotato di grande talento tecnico e stilistico, Matteo è uno dei tanti esempi di artisti nostrani che lavorano per il mercato straniero, pertanto diversi suoi lavori sono fruibili unicamente in lingua francofona. Penso a Les Gardiens Des Enfers che fin dalla splendida copertina ci garantisce un'opera bella e affascinante, ma soprattutto all'ultimo progetto a cui Matteo sta lavorando da anni e che richiede una perizia e documentazione storica non indifferente, che scoraggerebbe chiunque ma non un fuoriclasse come lui; basterebbe conoscerlo, trovarselo d'avanti e scambiare qualche parola con lui per rendersi conto di aver a che fare con un vero appassionato di fumetto, uno che ama il suo lavoro e la ricerca che questo richiede.
Il suo stile si evolve opera dopo opera ed è uno stile che ha tenuto conto della lezione dei grandi maestri, Attilio Micheluzzi su tutti, come potete constatare voi stessi.


Una bellissima sequenza dall'ultimo lavoro di Matteo Alemanno


I gusti di Matteo Alemanno:

1 - Bab-el-Mandeb di Attilio Micheluzzi


Bab-el-Mandeb mi piacque moltissimo quando la lessi alla fine degli anni '80. E mi piace ancora molto. Forse fui colpito dall'atmosfera, forse dai dialoghi o forse dal fatto che il libro mi fu regalato da mio padre. Di certo dopo averla letta pensai: "Voglio fare anche io il lavoro di questo signore!"


2 - Warramunga di Sergio Toppi

3 - Pompeo di Andrea Pazienza

4 - La casa dorata di Samarcanda di Hugo Pratt

5 - La porta d'oriente di Vittorio Giardino

6 - Porco Rosso (edizione originale a fumetti) di Hayao Miyazaki

7 - Asterix e il Falcetto d'oro di René Goscinny e Albert Uderzo

8 - Topolino e il misterioso "S" flagello dei mari di Ted Osborne e Floyd Gottfredson

9 - Marcel Labrume di Attilio Micheluzzi;

10 - 120 rue de la Gare, Jacques Tardi;

Ci tengo a far notare che è una selezione molto parziale: un autore è presente due volte, altri sono presenti con storie minori e altri ancora, che considero dei maestri, non sono neanche citati. Qualche esempio: Moebius, Battaglia, Toth, Juillard, Bourgeon, Baru, Gipi, Manara, Bonvi.
 Sono storie che, in periodi diversi della mia vita mi sono molto piaciute e che rileggo molto volentieri.
 In ogni caso, non so dire perché una cosa mi piace. Anzi, penso che non si possa dire perché una cosa piace. Al massimo si può dire cosa piace.
 Perciò, l'unica motivazione che posso portare rispetto a queste scelte è "perché si".

Per ammirare i lavori di Matteo visitate il suo blog Disegni di Matteo Alemanno.

Il suo lavoro più bello: Les Gardiens Des Enfers



Artisticamente (l'opera è inedita in Italia) è un lavoro ricco di bellissime immagini. Molto affascinante, con delle tavole cariche di suggestione e uno stile sempre più personale. 


Nota: La “classifica” e stata stilata da Matteo Alemanno il giorno 12 Marzo 2013. 

300: Hergé – Le avventure di Tintin vol. 6 (Obiettivo Luna e Uomini sulla luna)



Rizzoli - Lizard, 2011
(Belgio, Objectif Lune e On a marché sur la Lune, 1953) 
Ci sono! Ho fatto qualche passo! Per la prima volta nella storia dell'umanità, ci sono degli UOMINI SULLA LUNA!”
(Tintin)

La meticolosità artistica di Hergé.
Georges Prosper Remi in arte Hergé.
Con questa esclamazione il giovane Tintin metteva piede sulla luna, quindici anni prima di Neil Armstrong e tre prima del lancio dello Sputnik. Naturalmente non è solo per questo che il giovane protagonista delle avventure disegnate da Hergé viene ricordato; in realtà Tintin è un vero e proprio simbolo del fumetto francese, un'icona mondiale della bande dessinée e sicuramente il personaggio grazie al quale la famosa ligne claire ha raggiunto la sua massima espressione divenendo uno dei modi di disegnare più amati dai fumettari (Vittorio Giardino in primis).
Ma, soprattutto, Tintin è uno di quei fumetti che mette d'accordo il pubblico di tutte le età, le cui avventure entusiasmano ed emozionano sia l'adolescente che il lettore adulto più esigente, grazie a una sapiente miscela di avventura, azione e humor che in tutti gli anni di pubblicazione non ha mai perso un solo colpo.
E il merito non può che essere del suo geniale creatore, Georges Prosper Remi, in arte Hergé, e del suo meticoloso e passionale lavoro proferito in ogni singola tavola; l'artista belga definì con Tintin lo stile della linea chiara attraverso l'essenzialità del tratto, pulito e privo di tratteggi, unito al carattere preciso e dettagliato degli scenari che poi sarebbe divenuto una sorta di biglietto da visita della scuola franco-belga.
Difficile scegliere di quale storia trattare, perché le avventure di Tintin sono tutte belle; avrei potuto scegliere Lo scettro di Ottokar o Il segreto del Liocorno; ma anche Il tempio del sole o Il granchio d'oro sono delle splendide avventure vissute dal nostro giovane eroe. Però la gioia di vedere finalmente Obiettivo Luna e Uomini sulla luna in un unico volume ha scelto al mio posto, ed offre l'occasione di farvi conoscere Tintin in una delle sue avventure più belle e famose.
Difatti la doppia storia è un vero caposaldo della cronologia del noto eroe di Hergé; una storia che alla sua uscita fu classificata come fantascienza e che col passare del tempo divenne realtà, pur con tutte le incongruenze e le squisite licenze tecniche e scientifiche prese da Hergé.

Il mitico razzo a scacchi su cui viaggiano Tintin e i suoi abituali compagni d'avventure. 
Insieme al fido Milù e all'inseparabile e burbero Capitan Haddok, Tintin si ritrova in Syldavia dove l'amico scienziato Trifone Girasole sta conducendo degli studi misteriosi. L'intento del professore è quello di far sbarcare il primo uomo sulla luna e nonostante una potenza straniera sia interessata a impossessarsi del progetto a tutti i costi, la missione andrà in porto.
Momenti di suspanse si alternano a gag divertenti, soprattutto grazie al Capitano Haddok ma anche all'ingenua e tenera sbadataggine dei due poliziotti Duponte e Dupond, personaggi che adornano in maniera costante le avventure di Tintin.
Unica storia suddivisa da Hergé in due distinti volumi, è anche quella che in qualche modo vanta alcune delle immagini più belle e ormai divenute veri e propri simboli della bande dessinée: da antologia il razzo a scacchi bianchi e rossi con cui i nostri eroi partono alla conquista dello spazio e le sequenze spaziali con Tintin e compagni nelle celeberrime tute spaziali arancioni; tutte immagini che ancor oggi rimangono vive nella memoria, grazie anche alla miriade di gadget di cui il personaggio di Hergè è indiscusso protagonista.
Tintin è un fumetto immortale. Dopo la morte di Hergé, avvenuta nel 1983, il personaggio non fu più ripreso da nessun altro artista. Eppure Tintin vive dentro il popolo belga (e francese, ovvio) con una tale intensità che a tutt'oggi rappresenta sicuramente l'emblema stesso del fumetto d'oltralpe. Tintin dovrebbe essere sempre presente in tutte le librerie, le fumetterie di ogni paese, perché rappresenta una vera e propria porta d'ingresso per tutti quei giovanissimi aspiranti fumettari totalmente presi dai mediocri Naruto e compagnia bella e rispetto ai quali ancora oggi Tintin rappresenterebbe una valida alternativa.
Un grande modo per conoscere la bellezza del fumetto.

Nell'anno 1953, ben 15 anni prima dell'equipaggio dell'Apollo 11, Tintin è il primo essere umano a mettere piede sul suolo lunare. 

Curiosità: la realizzazione della doppia storia ha impegnato Hergé per ben tre anni, dal 1950 al 1953. La lettera d'addio dell'ingegner Wolf (uno dei personaggi secondari della storia) fu rivista e ammorbidita da Hergé in seguito alla pressione degli ambienti cattolici, poco inclini a tematiche come il suicidio.
La Syldavia è stata immaginata da Hergé come un paese immaginario dei Balcani.
Dalla storia fu anche tratto un lungometraggio animato adattato da Charles Shows e diretto da Ray Goosens nel 1962.

Edizione consigliata e altre edizioni: il volume pubblicato dalla Rizzoli-Lizard oltre alle due storie consigliate contiene anche Tintin nel paese dell'oro nero. Il formato è più piccolo rispetto a quello delle precedenti pubblicazioni italiane (che rispettavano il modello francese) ma la qualità della stampa è buona e l'ottima confezione vanta una nuova traduzione. Il costo del volume è contenuto, tenendo conto che per 15 euro si hanno tre storie di Tintin. Naturalmente val la pena accaparrarsi tutti gli otto volumi che compongono lintera saga.
Diversamente, potete cercare sul web o nelle fumetterie che trattano l'usato e il collezionismo le edizioni di Obiettivo Luna e Uomini sulla Luna edite da Gandus Editore e Comic Art tra gli anni '70 e '80 in volumi separati, cartonati e a colori.