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lunedì 17 febbraio 2014

300: J. Michael Straczynski e Tommy Lee Edwards – Bullet Points

Panini Comics-100% Marvel, 2007
(USA, Bullets Point, 2007)
Questo è un proiettile. Questo è quello che fa. Cambia la storia. Altera gli eventi futuri. Disperde le vite come palle su un biliardo.”
(frase tratta dal fumetto)


J. M. Straczynsky e Tommy Lee Edwards

In uno dei primi post di 300 affermavo di avere un rapporto di amore e odio con il mondo dei supereroi. Mi piacciono molto ma allo stesso tempo sopporto poco tutte le varie serie, restyling, morti e resurrezioni degli eroi in calzamaglia; uno finisce col gettare la spugna, col rinunciarci. Troppe idee già viste, situazioni trite e ritrite, ma forse è normale: gli eroi sono immortali e vanno al passo coi tempi.
Passando del tempo in una fumetteria ci si trova davanti a tantissimi albi con invitanti cover ma dall'inconsistente sostanza. Ma, a volte, tra i tanti volumi sfogliati, alcuni attirano la nostra attenzione; per me è stato così quando comprai lo splendido 1985 scritto da Mark Millar e illustrato da Tommy Lee Edwards. Ed è stato così con l'acquisto di Bullet Points che vantava ancora una volta le illustrazioni di Edwards ma soprattutto i testi di J. Michael Straczynski, uno degli sceneggiatori più originali degli ultimi vent'anni, anzi lo sceneggiatore di Babylon 5 una delle serie di fantascienza più belle degli anni '90.
Straczynski ha davvero tanta fantasia. Ricordo anche la bellissima miniserie Twelve o l'innovativa Rising Stars; solo leggendole possiamo veder emergere tutta l'originale creatività dello scrittore americano.
Un inedito Red Richards.
Bullet Points parte da una semplice domanda: cosa succede se il soldato Ben Parker viene ucciso in piena seconda guerra mondiale? E se la stessa sorte tocca al Dottor Abram Erskine un giorno prima che il suo siero per il super soldato venga sperimentato su Steve Rogers? La risposta in realtà è semplice: tutto l'universo Marvel come lo conosciamo noi va a farsi benedire. Un semplice e banale proiettile può cambiare la storia e Straczynski ci guida in quest'appassionante mutamento storico dove Steve Rogers (privato del siero del super soldato) non diverrà Capitan America accettando di partecipare a un nuovo progetto denominato Iron Man; Peter Parker cresce senza la guida di suo zio Ben e diventa una sorta di ragazzo ribelle che si ficca sempre nei guai tra cui quello di trovarsi in mezzo a un pieno esperimento atomico; Red Richards è a capo del progetto Iron Man ed è l'unico superstite del quartetto che sarebbe diventato i Fantastici 4; nel frattempo Bruce Banner viene morso da un ragno... Insomma l'intero corso degli eventi, come lo abbiamo sempre conosciuto, viene stravolto dalla fantasia di J.M. Straczynski con grande maestria e una certa dose d'astuzia (che non è certo un male visto il risultato), nell'intento di creare un enorme caos in cui il lettore non può che sguazzare allegramente, pagina dopo pagina, con quel vivo interesse di chi legge una storia ben congegnata.

Un proiettile colpisce il Dott. Erskyne e il soldato Ben Parker; la storia non sarà più la stessa. 
Perché in questo Straczynski è imbattibile; concepisce ogni sua opera con un'autenticità degna dei grandi maestri e fa di Bullet Points un autentico gioiello da leggere tutto d'un fiato, una di quelle storie che, dopo cento anni di comics, ti fanno venir voglia di correre in fumetteria e cercare qualcosa di simile.
E in tutto questo non bisogna dimenticare le immagini di Tommy Lee Edwards, che grazie a quest'opera e alla successiva miniserie 1985, si colloca come uno degli artisti dell'universo supereroistico più dotati di originalità, staccandosi nettamente dalla marea di artisti che si prodigano in disegni e tavole ultra dettagliate; il tratto di Edwards è fortemente espressivo, mai statico, e dona alla storia un senso cupo e malinconico. La storia descritta dai due autori americani è priva di quegli eroi che per decenni hanno combattuto per i più bisognosi; un mondo senza i Fantastici 4, senza Capitan America, con uno Spiderman privo dell'ironia di Peter Parker e un Iron Man senza Tony Stark. Un mondo cambiato da un proiettile, sparato l'8 dicembre 1940. Gli “esecutori materiali” si chiamano J. Michael Straczynski e Tommy Lee Edwards e la loro stravaganza ha regalato al nuovo millennio una delle opere più audaci e originali.

Una tavola di grande effetto realizzata dal bravissimo Tommy Lee Edwards

Curiosità

Bullet Points appartiene a un genere denominato What If... ? Cosa sarebbe successo se...?
J. M. Straczynski alterna la sua attività di fumettista con quella di sceneggiatore cinematografico: sua la scenggiatura di Changeling (regia di Clint Eastwood) e cosceneggiatore di World War Z.
I colori di Bullet Points sono sempre opera di Tommy Lee Edwards.

Edizione Consigliata

In USA la storia è uscita come miniserie in cinque albi poi racchiusi in questo volume dalla Panini nella collana 100% Marvel.

Altre edizioni

Essendo un fumetto di recente realizzazione non vi è nessuna edizione fuorché quella consigliata.



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I testi apparsi su "Avventure di carta" sono tutti scritti da Ned (Nedeljko Bajalica) e possono essere pubblicati anche altrove, con la raccomandazione di citare la fonte e gli autori!

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